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Musica Classica e opera di Classissima

Johannes Brahms

lunedì 21 agosto 2017


Wanderer's Blog

2 luglio

La stagione sinfonica 2017/18 del Teatro Regio di Torino

Wanderer Presentata e visibile on line la prossima stagione sinfonica del Teatro Regio di Torino. http://www.teatroregio.torino.it/stagioni/concerti-2017-2018 13 concerti che si sviluppano in alcuni progetti (come vengoni definiti): il Progetto Mahler, in corso da qualche anno, il Progetto R.Strauss, iniziato la scorsa stagione, il Progetto Schubert, che inizierà da questa. A questi “progetti” si affiancherà un omaggio a Leonard Bernstein nel centenario della nascita. Tra i direttori nomi di spicco come Renzetti, Steffens (al secondo incontro con il Regio), Pinchas Steinberg (che ha un legame solido e di vecchia data), Luisotti, che ripropone Mahler, Mariotti, Timothy Brock, Marek Janowski (al debutto al Regio), e ovviamente Noseda che da direttore principale dirigerà tre concerti. A proposito di Janowski, in un articolo su La Stampa di venerdì scorso con tanto di foto si scrive che è la sua prima volta a Torino. Janowski in realtà diresse a Torino almeno due volte: nell’aprile 2000 la OSN Rai con la Quarta di Schubert e la Quarta di Bruckner e nell’aprile 2010 l’Orchestra de la Suisse Romande con la Quarta di Brahms. Poiché quest’anno dirigerà la Quarta di Schumann si potrebbe individuare una sua predilezione per le “Quarte”…

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8 maggio

Andrej Borejko dirige la prima italiana di Nu.Mu.Zu di Kancheli alla OSN Rai

Andrej Borejko sul podio della OSN Rai ©Più Luce Andrej Borejko (ma viene anche traslitterato Andrey Boreyko e Andrej Boreyko, per cui: Андрей Борейко) è sicuramente uno dei migliori direttori che in questi anni abbiamo avuto sul podio della OSN Rai. Stavolta ha voluto proporre un brano cui è molto legato, avendone diretto la prima assoluta: Nu.Mu.Zu. di Giya Kancheli, compositore georgiano residente in Belgio. Ecco un commento di Borejko sulla composizione: Il brano dura circa 20 minuti e l’organico orchestrale è ampio con ruoli primari affidati al pianoforte e all’arpa. È una pagina di notevole fascino e ha avuto un buon successo di pubblico. A questa prima italiana assoluta sono seguiti il Concerto op.102 di Brahms con due solisti giovanissimi, ma già affermati: Marc Bouchkov e Pablo Ferrandez. Marc Bouchkov e Pablo Ferrandez nel Doppio Concerto di Brahms © Più Luce Affiatatissimi tra di loro e in perfetta intesa con l’Orchestra hanno dato una splendida esecuzione del concerto brahmsiano. Nella seconda parte della serata la Sinfonia n. 15 di Dmitrij Shostakovich, autore che Borejko ama in particolar modo e che ha già diretto alla OSN Rai. Shostakovich nel 1971, anno della composizione della Sinfonia n.15 Ottima l’esecuzione della OSN Rai che ha suscitato calorosi applausi di un pubblico poco numeroso (giovedì): il “tempo” di Shostakovich tarda a venire, almeno qui a Torino (così mi pare…). Applausi finali © Più Luce




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21 aprile

Christoph Eschenbach debutta sul podio della OSN Rai

Christoph Eschenbach sul podio della OSN Rai © Più Luce Ho molto vivo nella memoria il ricordo di Christoph Eschenbach al suo debutto all’Auditorium Rai di Torino con l’Orchestra di Rai Torino in veste di solista nel Terzo Concerto di Beethoven. Era il 1971. Se lo ricordo è perché mi colpì profondamente la sua performance. Raramente avevo ascoltato dal vivo (e avrei ascoltato anche in futuro) un tocco così terso, “pulito”, perfetto direi. Acquistai dei dischi interpretati da lui, insomma mi era parso il pianista ideale del momento e del futuro. Quale fu poi la mia delusione quando constatai che Eschenbach gradualmente finì col privilegiare l’attività di direttore d’orchestra! Non che sul podio non abbia dato grandissime prove, ma a mio modestissimo parere l’Eschenbach pianista era superiore all’Eschenbach direttore. Come tale ha rivestito incarichi di altissimo prestigio, dato interpretazioni eccellenti (alcune immortalate in disco, il ciclo mahleriano, notevole, disponibile in video ancora on line sul suo sito personale), ed eccolo finalmente sul podio della OSN Rai. Diciamo che era ora, dal momento che si tratta di una delle migliori orchestre d’Italia e d’Europa, anche se i vertici Rai sono tardi e restii ad accorgersene. Se ne è accorto invece subito Christoph Eschenbach e lo ha dichiarato a voce e al termine del concerto di ieri sera non ha esitato ad applaudire per primo l’Orchestra: è stato un applauso reciproco che orchestrali e direttore si sono vicendevolmente tributati. Applausi reciproci tra Eschenbach e la OSN ©Più Luce Programma tutto sinfonico con la Quarta Sinfonia di Mendelssohn e il Quartetto op.25 di Brahms nella trascrizione orchestrale di Schönberg. Pagina quest’ultima che Eschenbach sembra amare molto (forse gli ricorda i tempi in cui la eseguiva nella versione originale per piano e archi?) e che sicuramente è stata la più riuscita della serata. Grandi applausi da parte del pubblico, che spera ovviamente in suo ritorno: quanto dovrà aspettare? Christoph Eschenbach dirige la OSN Rai © Più Luce

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3 marzo

David Garrett alla OSN Rai con Ryan McAdams sul podio.

David Garrett da foto ©T.Sabo Dopo due anni torna David Garrett alla OSN Rai: concerti attesi da tempo da tutti i fan, biglietti esauriti da mesi, code interminabili alla biglietteria, irriducibili all’ingresso che richiedevano qualche biglietto avanzato…. insomma tutto secondo le previsioni, tanto più che si è voluto un po’ “strafare” poiché in programma c’erano il Concerto op. 35 di Ciaikovskij, che anche grazie al film Il concerto di Mihaileanu è diventato popolarissimo, e nientemeno che il Bolero di Ravel, che da solo fa sempre il sold out. La serata inizia con l’Ouverture dal Don Giovanni di Mozart, brano introduttivo di breve durata tanto per consentire ai ritardatari di prender posto. Sul podio il giovanissimo Ryan McAdams, già conosciuto dal pubblico della OSN. Ryan McAdams ©Più Luce Poi si attende Garrett, che si fa un po’ aspettare, da divo qual è. Arriva tra le ovazioni del pubblico, soprattutto giovanile. E via col Concerto… Il Concerto di Ciaikovskij fu considerato dai contemporanei ineseguibile, ma tale non è certamente per un virtuoso come Garrett, che tutto sommato si mantiene abbastanza nei ranghi e non ne approfitta per una performance spettacolare; insomma Garrett, lo avevo notato anche in Brahms la volta scorsa, quando affronta i classici lo fa in modo pacato, senza esibizionismi fuori luogo. https://musicofilia.wordpress.com/2015/03/06/david-garrett-alla-sinfonica-rai-dirige-tomas-netopil/ David Garrett alla OSN Rai ©Più Luce Applausi già dopo il primo movimento, secondo un costume che comincia a prender piede anche nelle sale più blasonate, ovazioni al termine. Garrett e McAdams rispondono riproponendo come bis la Csárdás di Vittorio Monti, eseguita due sere prima nel Concerto di Carnevale. Il pubblico insiste e facendosi attendere Garrett esegue un brano per violino solo a velocità supersonica . Ancora applausi, il pubblico insiste, l’Orchestra attende seduta, ma Garrett non torna più neanche a ringraziare al punto che dopo un po’ gli orchestrali si alzano e vanno via… Boh… Devo dire che colleghi più anziani e altrettanto bravi si comportano diversamente. Forse “gli scappava”? David Garrett © Più Luce La seconda parte della serata inizia con la Sinfonia in tre movimenti di Stravinskij, che sembrava un po’ un’intrusa piazzata lì tra Garrett e il Bolero. Quindi l’atteso Bolero che l’OSN esegue dalla sua nascita e che suscita sempre entusiasmi a non finire. Anche stavolta naturalmente. ©Più Luce Niente ripresa tv, in compenso è stato ripreso il Concerto di Carnevale, sempre con Garrett, e sarà trasmesso in data da stabilirsi.



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28 ottobre

Schumann e Brahms alla OSN Rai con James Conlon e Jorge Federico Osorio

È una scena del film Song of love del 1947 in cui si racconta in modo romanzato parte della vita di Robert Schumann. È il momento in cui il ventenne Johannes Brahms si presenta in casa dei coniugi Schumann con una lettera di raccomandazione di Joseph Joachim. Nel film Brahms al piano suona la Seconda Rapsodia op.79 (impossibile nella realtà in quanto composta ben 26 anni dopo quell’incontro), suonò invece la Prima sonata op.1 e i coniugi Schumann rimasero folgorati dalla genialità del giovanissimo Brahms, che invece rimane folgorato da Clara…, ma questa è un’altra storia. Il nome di Brahms resta legato a quello degli Schumann anche nella prassi concertistica e non c’è alcun bisogno di festival all’insegna di Padri e figli per proporlo. Ne è ulteriore esempio il secondo concerto della Stagione della OSN Rai in cui il Primo Concerto per piano e orchestra op.15 di Brahms è abbinato alla Terza Sinfonia di Schumann. Abbinamento quanto mai indovinato: Brahms iniziò a comporre il Concerto nel 1854, un anno dopo il fatale incontro di cui sopra, lo terminerà quattro anni dopo e in esso i retaggi schumanniani sono ben presenti, inoltre il secondo movimento è un ritratto di Clara (così almeno lo definì l’Autore stesso) e un omaggio anche a Schumann (le parole iniziali del Benedictus sono in cima alla partitura) che lo aveva fatto conoscere al mondo musicale. La Terza di Schumann è l’ultima in ordine cronologico delle sinfonie del Maestro e precede di tre anni l’incontro con Brahms: c’è nel primo movimento un breve inciso che Brahms citerà nel primo movimento della sua Terza Sinfonia. Insomma accoppiata perfetta eseguita seguendo giustamente l’ordine cronologico. Conlon e la OSN Rai nella Terza di Schumann © Più Luce Sul podio James Conlon, al suo secondo concerto da direttore principale: esecuzione a dir poco eccellente, che non riuscirei a immaginare migliore. Un lavoro di concertazione capillare era percettibile in ogni battuta. Insomma sono convinto che Conlon sia stata al scelta giusta per l’OSN, finalmente il Direttore che merita e che la valorizzerà in pieno. [Sono anche contento di aver auspicato tale scelta ante litteram: https://musicofilia.wordpress.com/2012/04/27/james-conlon-dirige-mahler-alla-stagione-rai/ ]. Solista nel Concerto Jorge Federico Osorio, credo al suo debutto in Rai. Ha una particolare predilezione per la musica di Brahms ed è stato direttore artistico del Brahms Festival in Messico. Le sue incisioni brahmsiane hanno riscosso consensi e la rivista Grammophone ha definito un suo disco “one of the most distinguished discs of Brahms’ piano music in recent years.” . Jorge Federico Osorio nel I di Brahms alla Rai © Più Luce Con James Conlon aveva già eseguito questo concerto lo scorso anno: era quindi un rapporto già ben collaudato e riuscito, tanto da riproporlo in questa occasione. È stata una conferma che ha riscosso un notevole successo. Grandi applausi nella speranza, vana, di un bis. Dopo il Primo di Brahms non c’è altro da aggiungere e Osorio lo sa. Applausi finali a J.F.Osorio © Più Luce

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